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Gianluigi Buffon, l'uomo dei record

Postato il 23 Novembre 2017

L'immagine del portiere della nazionale italiana in lacrime, alla fine della sua corsa verso i mondiali, ha fatto velocemente il giro del mondo. "Apocalisse Azzurra", è stato questo il titolo (con diverse varianti) comparso su molti giornali, anche esteri, rinforzato dalle foto del capitano Gigi Buffon che annunciava disperato il suo addio alla nazionale nel momento più buio. Certo, non che l'addio del capitano significhi per lui la fine della carriera.

Gianluigi Buffon, l'alba del giorno dopo

Fuori dalla nazionale, Gigi ha ancora un'iridata carriera a cui rendere onore e numerosi record a cui puntare. Ad oggi, l'ex Numero 1 dell'Italia può ambire ad essere il primo italiano a vincere 9 scudetti, può battere il record di presenze in serie A di Paolo Maldini (nel giorno in cui questo articolo viene scritto hanno solo venti presenze di differenza) e può ancora puntare a sollevare la coppa dalle grandi orecchie. Insomma, il doloroso addio di Gigi non ha messo certo fine alla sua storia, ma ha dato all'Italia un simbolo chiaro su cui riflettere.

Gianluigi Buffon, Dagli inizi fino ad oggi

Se ormai tutti sanno come finisce la storia di Buffon in nazionale, magari non tutti ricordano come è iniziata. Gigi Buffon inizia a rincorrere il pallone da giovanissimo. A dieci anni lo si vede correre per i campi di Canaletto, mentre a 13 viene acquistato dal Parma per 15 milioni di lire. Dopo gli inizi da centrocampista, il caso lo costringe al posto tra i due pali a causa di un infortunio di entrambi i portieri titolari. Un ruolo che gli rimarrĂ  incollato addosso e di cui diverrĂ  simbolo indiscusso. Gianluigi Buffon ha trovato il suo regno, la, in mezzo ai due pali della porta. Prima presenza fissa dell'under-15 italiana e successivamente dell'under-23, Buffon ottiene la sua prima convocazione in nazionale da Maldini in occasione della qualificazione ai mondiali del 98, all'etĂ  di 19 anni. Fu Dino Zoff a dargli il ruolo di titolare nella nazionale Italiana e da allora Gigi non ha smesso di brillare. Definito da sempre uno dei miglio portieri al mondo, se non il migliore, il capitano azzurro meritava certamente una diversa partita d'addio alla nazionale, ma ci rallegra sapere che la sua storia è ancora lungi dall'essere conclusa.