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CHAMPIONS LEAGUE 2019. ULTIMO ATTO AL WANDA METROPOLITANO

Si conclude un ciclo cominciato nel 2014 al Bernabeu e che terminerà a pochi chilometri di distanza nel nuovo impianto di proprietà dell’Atletico.

In questi cinque anni Madrid si è presa i riflettori dell’intero panorama mondiale calcistico; delle dieci finaliste totali solo tre sono state squadre esterne alla “Ciudad del Prado”.

La sensazione è che la regina iberica sia costretta a cedere il trono. Acquistate i biglietti per la finale di champions e volate al Wanda Metropolitano ad assistere all’evento calcistico più importante dell’anno.

Madrid tiene todo y no tiene nada

Madrid ha tutto e non ha nulla. 

Se Ramon Gomez de la Serna avesse aggiunto nel suo comprensorio d’arte la forma di estasi più cruda e affascinante agli occhi dell’uomo, ovvero el futbol, si sarebbe reso conto immediatamente di aver coniato l’aforisma più adatto a vestire i colori della sua città. 

Madrid tiene todo y no tiene nada. Si perché Madrid, di quella superficie rilegata in cuoio, negli ultimi anni si è presa tutto, fino a una calda notte di luglio, quando il suo talismano, il suo figlio adottivo prediletto, ha deciso di sciogliersi dall’abbraccio eterno che Florentino Perez gli aveva promesso ed è partito in direzione Torino, per provare a vincere la Coppa in un ambiente che ha sostituito ormai da tempo  l’ambizione con l’ossessione. E alla fine della sessione estiva di mercato, nonostante i grandi nomi ancora presenti in rosa e l’arrivo di  Courtois tra i pali, la prima impressione è quella, che Madrid, ahora, no tiene nada.

Come ci ricorda la sponda Roja y blanca però, la capitale non significa solo Real ( la bacheca dei galacticos avrebbe giustamente da ridire…), infatti i Colchoneros sono comparsi in finale in due occasioni differenti, schiantati entrambe le volte dagli eterni rivali ; la prima sfiorando il miracolo da agguerritissima outsider, la seconda da squadra matura ormai consapevole dei propri mezzi e della propria capacità difensiva. Ma come si presenta quest anno l’Atletico? Innanzitutto va detto che lo stimolo di poter alzare la coppa per la prima volta, per di più davanti al pubblico di casa, supera qualsiasi tipo di pronostico e vedere l’altra metà della città ancora scombussolata per la perdita del suo jolly aggiungerebbe quel pizzico di ambizione necessaria a terminare la corsa da vincitrice. Ma restiamo sull’oggettivo. La banda di Simeone è terza in campionato a  pari punti con l’Alaves e seconda nel gironcino di Champions, con la matematica certezza degli ottavi. Intorno alle statistiche gravita però un senso comune di peggioramento nel reparto offensivo ed è grazie all’ imperforabilità della difesa, punto cruciale dei tatticismi del Cholo,  che l’Atletico sta reggendo l’urto della Liga ( 7 cleen sheet realizzatialla dodicesima giornata). Toccherà dunque al solito diavoletto francese prendersi la squadra sulle spalle e chissà se dopo l’esclusione dal trio dei candidati al pallone d’oro, Griezmann non l’abbia presa troppo sul personale e decida di disputare la sua miglior stagione in biancorosso.

Pacchetti per la finale di Champions 2019, le Grandi in gara

Problemi inesistenti, questi, in casa blaugrana dove dopo le recenti rappresaglie politiche il Barcellona sogna la prima coppa al sapore di indipendenza e strapparla a quelli la, a casa loro,  sarebbe una vittoria contro l’impero castellano che sconfinerebbe ben oltre il perimetro calcistico. Il trofeo manca al camp Nou da quasi quattro anni, un po troppi per chi è abituato a Messi e compagni. Con l’altra estremità del Clasico in Ko temporaneo, gli uomini di Valverde stanno di fatto passeggiando in campionato (34 gol in 12 apparizioni) e dopo il 5 a 1 rifilato al Real senza neanche un minuto di contributo dell’argentino è giusto che sulla Rambla si respiri  aria di ottimismo.

Chi il Barcellona lo conosce bene è Guardiola; il suo city sembra insofferente alle questioni europee (spicca solo una semifinale nel 2017) nonostante mantenga immutata la sua perfetta funzione di macchina schiacciasassi in premier. Mai si era vista una tale differenza tra una squadra e le altre nella massima lega inglese.

I bookmaker appendono quindi la medaglia d’oro dei pronostici al collo dei citizens, come a dare per scontato che dopo tre anni di full immersion nel tiki taka, prima o poi, la svolta in chiave europea sia destinata a puntare su Manchester. L’altra reginetta delle quote è la Juventus, chiamata forse all’ ultimo appello disponibile. Perché se da una parte è vero che i bianconeri in estate hanno strappato il ticket vincente per portare al cospetto della Mole Cristiano Ronaldo, quello che quando la competizione entra nel vivo inizia a vedere un hangart aereo al posto della porta, quello capace di segnare tredici gol nella sola fase di eliminazione diretta, dall’altra bisogna fare i conti con l’anagrafica del portoghese che a febbraio spegnerà 34 candeline e non sarebbe lecito aspettarsi ancora per molto tempo le prestazioni mostrate con la camiseta blanca. La Juve resta comunque il nemico pubblico numero uno, tesi ampliamente certificata dall’imbarazzante superiorità mostrata a Old trafford con uno 0 – 1 che non rende giustizia al predominio visto in campo.

Pacchetti per la finale di Champions 2019, L’inglese e la francese

L’ altra grande superpotenza attesa alla resa dei conti è il Paris Saint Germain. Il club parigino propone forse l’attacco più micidiale del convegno ma potrebbe ritrovarsi a rimpiangere già a fine stagione due terzi del tridente, con la cessione di Mbappè che archivierebbe definitivamente la questione Fair Play finanziario e quella di Neymar, poco attratto dalla vita sociale che ruota attorno agli Champs-Elysees.

Di sicuro la delusione maggiore fino ad ora è il Tottenham, che dopo una partecipazione nulla al mercato estivo ( 0 acquisti e 0 cessioni) ha rincarato un’ altra dose di fiducia al vivaio più prestigioso di Londra. Peccato, perché la formazione  di Pochettino raccoglie tra le sue fila gioielli rari che già da qualche anno scatenano aste tra le big europee e a meno di qualche imprevista sbandata neroazzura  a San Siro contro il Psv dovremo aspettare il prossimo anno per rivederli in Champions.

Biglietti per la finale di Champions 2019, le italiane

A proposito di italiane. L’inter sembrava spacciata a Nyon e adesso si trova a un passo dagli ottavi; in via della Liberazione si sospettano ulteriori incursioni sul fronte Modric e se il croato dovesse arrivare già a Gennaio, magari fresco di un pallone d’oro che vendicherebbe mostri sacri come Xavi e Iniesta, allora il club neroazzurro potrebbe scrollarsi di dosso l’etichetta di outsider e cominciare a insidiare qualche team ben più attrezzato. Limitandosi al piano statistico, il Napoli è la squadra ad aver compiuto il miglior acquisto in ambito Champions League, con un Carlo Ancelotti capace di accaparrarsi tre volte il trofeo su quattro finali disputate. La Roma, fresca di semifinali, è chiamata ad un’altra prova di coraggio e il cambiamento radicale a centrocampo sarà fondamentale per la riuscita dell’impresa.

Alla fine però, ci sono sempre loro, i tedeschi di Monaco, capaci di raggiungere i quarti di finale consecutivamente da sette anni e con un fattore casa quasi impossibile da espugnare. Il Bayern, in coppia col Barcellona, è l’unica pretendente al titolo che dal triplete dell’Inter non hai mai dimostrato di aver smarrito la reputazione di favorita.

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Adesso che per la prima volta da anni il trono sembra davvero messo in discussione, con un Real quasi costretto alla cessione dello scettro, le altre squadre saranno ancora più agguerrite per conquistare un trono finalmente tornato vacante. Scopri le offerte con esatour e vivi l atto decisivo della Champions League 2018/2019. Acquista subito i biglietti per la finale di champions 2019. 

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